05 Agosto 2025

PERCHÉ (E COME) LE RADICI PENETRANO NELLE CONDOTTE.

Condotte danneggiate dalle radici delle piante: un fenomeno molto più comune di quanto si possa pensare. 

E che spesso stupisce: le radici infatti possono sembrare innocue, ma quando entrano in contatto con le tubature sotterranee iniziano un lento processo di degrado che può causare danni ingenti nel tempo. 

 

Ma cosa spinge le radici a entrare nei tubi? E come fanno? 

 

Le piante non si comportano da semplici organismi passivi: le loro radici esplorano il terreno alla ricerca di umidità, nutrienti e ossigeno. Le tubature, specialmente se danneggiate, rilasciano acqua e sostanze organiche che attirano le radici: è dimostrato infatti che molte specie vegetali crescono orientandosi verso vibrazioni o suoni prodotti dall’acqua in movimento o che gocciola, secondo un fenomeno chiamato fonotropismo.

Anche tubi in acciaio, nuovi e resistenti, a volte “richiamano le piante”: imperfezioni microscopiche, come fratture dovute a saldature o giunzioni leggermente difettose, offrono punti di ingresso. Alcune radici, affusolate e sottili, penetrano fessure inferiori al decimo di millimetro ed entrano nel tubo, dove trovano un ambiente umido e alimenti utili alla pianta.

 

Una volta penetrata, la radice cresce dentro il tubo, allargando lentamente la frattura e favorendo l’ingresso di altre radici. Il danno quindi si aggrava nel tempo: si formano crepe più ampie, si creano blocchi, ritorni di reflui, odori sgradevoli. 

Le radici possono esercitare una forza notevole, deformando anche tubi in materiali più robusti come cemento, PVC o ferro, soprattutto in presenza di guasti strutturali.

 

Naturalmente anche il materiale e l’età del tubo svolgono un ruolo chiave: i tubi vecchi in cemento non sigillato sono particolarmente vulnerabili. Studi australiani e svedesi mostrano che quasi il 99 % dei sistemi fognari pubblici è stato almeno una volta interessato da intrusioni radicali, spesso con costi annui di manutenzione molto elevati.

Ma non è solo “la vecchiaia” a esporre le condotte a rischi maggiori: i sistemi fognari realizzati dopo gli anni 1970 con materiali moderni subiscono comunque intrusioni da parte delle radici a causa di giunzioni non sono correttamente sigillate o di cedimenti.

Anche la vicinanza di alberi è un fattore di rischio: le tubazioni situate vicino a più alberi presentano più intrusioni: zone con oltre 200 alberi/km possono avere un’incidenza di blocchi maggiore del 30‑40 %.

 

Quali sono le soluzioni? 

 

La manutenzione ordinaria è fondamentale: pulizie meccaniche o idrogetto ad alta pressione consentono di rimuovere le radici, ma si tratta di rimedi temporanei: le radici ricrescono e il problema si ripresenta periodicamente.

Soluzioni più durature includono il relining con tecniche senza scavo: un rivestimento interno in resina crea un nuovo tubo interno senza giunzioni, sigillato e resistente alle radici.

 

In.Te.Co.: il servizio efficace per riqualificare le condotte.

 

In caso di condotte danneggiate dall’infiltrazione di radici, In.Te.Co. interviene ristabilendo completamente la tenuta e la funzionalità della condotta. La prima fase di intervento avviene con l’utilizzo di frese e Canal-Jet per rimuovere completamente le radici dalle condotte. Successivamente, le condotte vengono ripristinate attraverso un Relining No-Dig, che prevede l’inserimento di una guaina in materiale polimerico, che viene gonfiata per aderire perfettamente alla tubatura e restare in posizione, riparando e impermeabilizzando  la condotta stessa. 

 

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